I

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GAZZA LADRA

MELODRAMMA IN MUSICA \ IN DUE ATTr-\

DA RAPPRESENTARSI

NEL DUCALE TEATRO

DI PARMA

IL CARNEVALE DEL i82«

PARMA

DALLA STAMPERIA CARMIGNANI

MDGCCXX .

A SUA MAESTÀ LA PRINCIPESSA IMPERIALE^- ED ARCIDUCHESSA D'AUSTRIA

MARIA LUIGIA DUCHESSA

DI tàìMK PIACENZA E GUASTALLA

3K

AESTA

•AlhòÌoòo òeuipte mai di ^iuu^te oc uteutatmt if So<?%>auo Scòtto compattuteuto ^ uutco òcopo De'

miei kxi^wi f attere comt òi- cuio pej:!i<^ DeliiX puCtuca 6oò-

ceiiit^i^ eòpoiietiDo òut'fe c5ceti6 <|ueòtc òecctiDo typettacofo ^ c^e ttiiiilmente DeDtco e coii^acto <x

£a !iiu<5tca è ì)ef t5ì^iiot f3lX^e<^tto ^i<?acfci«(?^ tRoddtnt .

tieóca Difettewfe aff atmouico ^enio Della STLaeólci Voóha la vocaIlc eóecuyoue .

con pto^iiDiòòtma dwcjione (Di VoóUa SìCaeótà

Umil.""> Dev.""" Osseq.'"» Servidore LviGi Vergai»! Impresario .

VII

PERSONAGGI.

FABRIZIO VINGRADITO , cicco fittajuolo Il Signor Girolamo Crociati .

LUCIA 3 moglie del medesimo

La Signora Adelaide Guerra .

GIANNETTO , figlio dei suddetti , militare

Il Signor Amerigo Sbigoli Accmd. Filarm, di Bo- logna ^ e Socio Onorario degli Anfioni di Verona,

NINETTA 5 serva in casa di Fabrizio La Signora Marietta Cantarelli,

FERNANDO VILLABELLA, padre di Ninetta, militare . Il Signor Giuseppe Ferlini.

GOTTARDO , Podestà del Villaggio // Signor JSicola De Grecis ,

PIPPO 5 giovine contadino al servizio di Fabrizio La Signora Nina Ferri,

UBERTO, merciajuolo \

> // Sig, Giuseppe Barberi . ANTONIO, carceriere )

GIORGIO , servo del Podestà Il Signor N. N,

vili Il Pretore . Gregorio canGellier'6 . Ubt Usciere . Genti a' arme. Contadini e Contadine. Una Gazza .

La Scena finge in un grande villaggio non molto distante da Parigi ,

La musica è del celebre Signor Maestro Gioachino Rossini Accad.^ Filarm. di Bologna .

ATTO PRIMO

Ampio cortile della casa di Fabrizio . Sul di- nanzi domina un portico rustico con per- golato : ad un pilastro è appesa una gabbia aperta, dentro della quale si vede una Gaz*- za. Nel fondo e verso il mezzo è collocata una porta con cancello , per cui si entra nel Cortile . Al di la scena rappresenta un delizioso bosco .

SCENA PRIMA.

Dwersi abitanti del Villaggio ^ alcuni fami" gli recanti le cose necessarie per appareC" chiare una mensa : subito Pippo , indi Lu" eia con un canestro di biancheria y finale mente Fabrizia ed altri serici con bottiglie di vino

Coro Oh che giorno fortunato!

Oh che gioja si godrà! Pip. Dopo tanti e tanti mesi

Spesi in guerra e fra gli stenti.

Oggi alfin a' suoi parenti

11 padron ritornerà.

parte del Coro e Pippo .

Vieni , vieni , o padroncino . Tutti Vieni a noi , Giannetto amato .

Oh che giorno fortunato!

Oh che gioja si godrai

La gazza Pippo? Pippo?

Pip. Chi ha chiamato?

Coro Non so niente - Ah ah ah!

( essendosi accorti della gazza ^ e burlando Pippo .

La gazza Pippo?

Pip. Ancora?

Coro Ve' chi è stato?

( additandogli la gazza Pip. Brutta gazza maledetta ,

Che ti colga la saetta! La gazza Pippo ? Pippo ? Pip. Taci . Coro Pippo? Pippo? Ah ah ah!

( deridendo Pippo Lue. Marmotte, che fate?

Così m'obbedite?

Movetevi, andate;

La mensa allestite '

sotto alla pergola

Che invita a mangiar . Che flemma ! sbrigatevi :

Pigliate 5 stendete .

Mio figlio , il sapete ^

Dee tosto arrivar . Pip. ^Che giorno beato e Coro ) Dobbiamo passar ! Lue. \ Alfine cessato

( Avrò di tremar . - Ehi, Ninetta? . . - Quando io chiamo,

Tutti perdono Y udito . -

E colui di mio marito

Dove adesso se ne sta ?

3

Fab. Suo marito ^^^^j^ qua, Pip.eCoroSev Fabrizio .

Fab. Egli viene , o mia Lucia ,

Come Bacco trionfante ;

Egli reca l' allegria ,

Reca il nettare spumante ,

Che mantiene - nelle vene

Il vigor 5 la sanità . Tutti Viva Bacco e la cantina ;

Medicina - ogni età ! Lfic. Ah col suo congedo alfine ( a Fab.

Oggi arriva il figlio amato ! Fab. Certamente , ed ammogliato

Lo vorrei 5 ben mio , veder . Lue. A me tocca il dargli moglie ;

Qucst' affare a me si spetta ,

Egli dee sposar . . io g-az. Ninetta .

Fab. Ah ! la gazza ha indovinato . Lue. Insensato ! Fab. Si vedrà . -

Brava, brava! - Ahi, ahi!

(si ai^vicina alla gazza y V accarezza Lue. Cos' è stato? e ne resta beccato.

Fab. M'ha beccato Lue. E ben ti sta . Fab. Ma la gazza ha indovinato Lue. Insensato ! Fab. Si vedrà .

Tutti \ gazza ha indovinato,

^ \ Ogni core esulterà . Tutti seduto l' amato Giannetto ,

( additando la mensa

Fabio con parte del Coro \ A suo padre, alla sposa /

Pippo cai resto del Coro > vicino * A sua madre , alla sposa i Lue. Alla sua cara madre ) Tutti Noi r udremo narrar con diletto

Le feattaglie , le stragi , il bottino * Or d' orgoglio brillar lo vedremo y Or di bella pietà sospirar . E fra i brindisi intanto faremo I bicchieri ricolmi suonar.

{partono gli abitanti del Villaggio. Pah* Oh cospetto! undici ore già passate.

( guardando V oriuolo . E Giannetto ne scrive Che qui sarà sul mezzogiorno . Lue. Oh diavolo ,

Già così tardi ! - E la Ninetta ancora Non vegga. Ov'è costei? -Pippo rispondi. Pip. Per la collina, io credo,

A cogliere le fravole . Lue. Ah ! Fabrizio ,

Da qualche tempo son molto scontenta Di questa tua Ninetta. - Pippo, Ignazio, Antonio , andate tutti A preparare il resto . - A se la colgo

( Pippo y e gli altri famigli si

ritirano.

Quella smorfiosetta! . . . Fàb. Eh via , cessa una volta!

Tu sempre la rimbotti, e sempre a tortOé Lue. A meraviglia! E quando

Ridendo e civettando ella mi perde

Le forchette d' argento ^ dimmi , allora Se mi tiene la bile , ho torto ancora ?

Fab. Gran cosa! Finalmente E' una forchetta sola Che ci smarrì per caso ; e chi sa forse Che un non si ritrovi ! ^ Orsù », Lucia , Bada a trattare con maggior dolcezza Quella fanciulla *

Lue. Ah 5 ah! ( iti ariiù di disprezzo.

Fab. Rispetta in lei

Le sue sventure * Sai

Ch'ella è pur figlia di quel bravo e onesto

Fernando Villabella^

Che fra le schiere incanutisce; e s'ella p

Orfana della madre ^ e senza doni

Della fortuna , colle sue fatiche

Qui si procaccia una meschina vita ,

Non debb' esser perciò da noi schernita.

Lue. E chi dice il contrario ? - Ma finiamola . Il tempo vola : io corro Un momento in cucina; e poi, se credi, Andremo insieme ad incontrar Giannetto.

( parte

Fab» Dici ben ; vo nell'orto , e ti aspetto .

( parte .

SA

SCENA II.

Ninetta con un panierino di fravole ^ che scende dalla collina ed entra nel cortile; poscia Fabrizio ^ e finalmente la Lucia col canestro delle posate .

Nin. Di piacer mi balza il cor ;

Ah bramar di più non so . E l'amante e il genitor Finalmente io rivedrò . L' uno al sen mi stringerà ;

L' altro . . . r altro ... ah che farà ? Dio d'amor, confido in te; Deh tu premia la mia fe! Tutto sorridere Mi veggo intorno ; Più lieto giorno Brillar non può . Ah già dimentico I miei tormenti ; Quanti contenti Allor godrò ! Fab. Oh come il mio Giannetto ( uscendo dalVorto con alcune pere che m a disporre Gradirà queste pere sulla mensa.

Nin. Addio ; buon giorao . Fab. Alfin sei giunta , amabile Ninetta :

Hai raccolte le fravole? Nin. Un intero

Panierin ne ho ricolmo - Eccole . Fab. Oh belle ,

E fresche al par di te ! - Senti , mia cara 5

Quest' oggi vo' che tutto

Spiri d'intorno a noi gioja , letizia

E amore .

Nili. Oh si 5 lo spero . Vostro figlio . . .

Fab. Ah 5 ah ! mio figlio , il so 5 ti piace . . . basta .

Nin. Come! che dite?

Fab. Già da un pezzo io leggo

In quegli occhi , in quel core . Nin. ( Oh Dio! ) Fab. Sta lieta .

Non t'arrossire. Al padre suo, Giannetto,

Non v'è cosa che asconda : ei t'ama 5 ed io

Questo amor non condanno . Nin. Oh me felice ! Fab. Taci , che vien Lucia . Nin. Caro Fabrizio! ( gli bacia la mano ^ ed egli le fa una carezza . Fab. Ma bravo ! ... E tu quando farai giudizio?

Prendi queste posate, e bada bene

Che non si perda nulla . ISin. Ah no , vorrei

In pria morir , che ancora

Mancar dovesse . . Lue. Solite proteste :

Ma intanto la forchetta se n' è ita . Nin. Io non ci ho colpa I Lue. Ma però . . . Fab. Che vita !

Andiamo . ( prende la Lucia per un braccio y mostrandosi alquanto adirato* Lue. Addio 5 Ninetta . ( si stacca dalla Lu-- eia y e va a parlare nelV orec-' chio alla Ninetta

8 i Lue. Eh y quante tenerezze! Ad una serva

Non bisogna dar tanta confidenza. ( ( tirando a se Fabrizio . j Fab. Non pianger, mia fanciulla, abbi pazienza.

( Lucia e Fabrizio escono ^ e prendo^ no la via della collina . Nin. chiu^ de il cancello ^ e poi rientra neW abitaz.

SCENA III.

Uberto ^ prima di dentro^ e poscia affacciane dosi al cancello y colla sua cassa di merci : e subito Pippo arredando qualche cosa per la mensa .

I7èer. Stringhe e ferri da calzette. Pip. Oh ^ senti il vecchio Uberto.

Andate , galantuomo ; e risparmiate

Una voce bella :

Quest' oggi abbiamo vuota la scarsella . Uber.lo compro , se volete ;

Baratto , se vi piace :

Guardate che bei capi.

Che belle mercanzie ,

Tutte di moda e più che mai perfette. Pip. Andate , vi ripeto . Uèer.Salutatemi

La signora Ninetta : se per sorte

Ella bisogno avesse

De' fatti miei , ditel , eh' io mi ritrovo Fino a dimani nell'albergo nuovo .

( parte.

S G E N A IV.

Pippo e Ninetta con dei fiorì per adomare la mensa .

Nin. M i par d'avere udita

La voce di quel vecchio merciajuolo Che suole tutti gli anni Passar di qua . Pij). Non v'ingannate : è desso ,

E mi cercò di voi . Nin. Gli son tenuta assai . Plj?^ Un usura] o ugual non vidi mai .

( 5* ode una sinfonia di gioja . Nin. Ma qual suono!

Coro di Contadini da lontano . Viva 5 viva . Nin. Ma quai grida! Coro Ben tornato I ( come sopra .

Pip. E' Giannetto! ( saltando per gioja. Nin. Oggetto amato ,

Deh mi vieni a consolar! Oh momento fortunato ! Oh che dolce palpitar ! Pip. Fuori 5 fuori! E' ritornato:

Deh venitelo a miràr! ( correndo sulla soglia deW abitazione , e chiamando i famigli .

IO

SCENA V.

Ninetta y Pippo ^ Giannetto ^ Fabrizio^ Lucia y contadini e contadine che si veggono di" scendere dalla collina ^ ed i famigli di Fa- brizio che escono dal cortile . Giannetto ^ vedendo la Ninetta ^ si spicca dalla comi- tiva ^ corre e trovasi alla porta ^ che dalla strada mette al cortile nel momento che vi giugne la Ninetta per riceverlo .

Coro Bravo! bravo! ben tornato!

Qui dovete ognor restar . Gian. Vieni fra queste braccia ...(alla Nin. Mi balza il cor nel sen ! D' un vero amor , mio ben 5 Questo è il linguaggio . Anco al nemico in faccia M' eri presente ognor : Tu m'inspiravi allor Forza e coraggio . Ma quel piacer 5 che adesso , O mia Ninetta , io provo E' così dolce e nuovo 5 Che non si può spiegar. Pip.Fab.iMì sembrano due tortore, e Coro ( Mi fanno giubilar .

( Alcuni famigli portano fuori del- le sottocoppe coperte di bicchie- ri ^ e danno da bere ai contadi" ni. Pippo esce con un nappo in manOy si mette in mezzo alla festo- sa turba^ e fa il seguente brindisi.

Pip. Tocchiamo , beviamo A gara , a vicenda . II petto s'accenda Di dolce furor . Tutti Tocchiamo , e discenda

La gioja nel cor . Pip. Se il nappo zampilla 5 Se spuma , se brilla ; E ricchi 5 e pitocchi Esultano allor. ( tutti si alzano da tavola y ed i contadini partono . Giunco madre, ancor non mi diceste nulla

Del caro zio . Che fa ? Lue. Sempre trafitto dalla sua gotta . Gian.Ah voglio vederlo ed abbracciarlo . Fab. E ben , possiamo

Or tutti in compagnia Andar da lui - che te ne par. Lucia? Lue. Andiamo pur. - Ninetta ,

Tien V occhio a tutto . - Pippo ? Pip. Signora. (uscendo subito*

Lue. in cucina

Raccogli la mia gente , E mangiate e bevete allegramente . Pip. Or vi faremo onore ! ( rientra in casa, Gian.k rivederci , mia cara . ( alla JSina. Nin. , ma ritornate presto . Lue. Povera bestiolina , ( alla gazza

Vien qua, bacio la mano: addio carina. ( Fab.:, Lue. e Gian, escono dalla porta che mette alla strada. Intanto che essi diluii' gansi al basso ^ Fern. comparisce sulla collinare ne discende guardandosi sem- pre d' intorno in aria di sospetto .

S C E E N A VI.

Ninetta e subito Fernando.

Nin. Gontiam queste posate .

Giannetto - Idolo mio ,

Come sento ch'io Tamo! Fer. No, non m'inganno, ( riconoscendo la

casa di Fabrizio .

Nin.ll conto è giusto. Fer. Oh Dio !

Quella certo è mia figlia,.. Ah! di qual colpo A ferire ti vengo ! Nin. Oh Cielo ! un uomo !

Par ch'egli pianga - Dite, in che poss'io...

( se gli accosta timidamente . Fer. Adorata mia figlia! ( scoprendosi ^ e con

dolore .

Nin. Oh padre mio! ( con trasporto e gettan- dosi fra le braccia di suo padre .

Fer. Zitto ! non mi scoprir .

iVm. Ohimè ! che dite?

Fer. Ascolta , e trema - Jeri , Sul tramontar del sole , Giunse a Parigi la mia squadra . Io tosto Dal capitano imploro Di vederti il favor . Bieco e crudele Ei me lo niega . Con ardir , con fuoco , A' detti suoi rispondo Sciagurato ! Ei grida ; e colla spada Già già m' è sopra . Agli occhi Mi fa un velo il furor; la sciabla impugno} M' avvento , e i nostri ferri

iS

Già suonano percossi;

Quand'ecco a noi sen viene

Pronto un soldato, e il braccio mi trattiene* Nin. E allora , padre mio . Fer. Barbara sorte !

Fui disarmato e condannato a morte. Nin. Misera me ! Fer. Gli amici

Procurar la mia fuga . Il prode Ernesto

Di questi cenci mi coperse , e scorta

Mi fu sino al primiero

Villaggio , dove entrambi

Piangendo ci lasciammo . Amico mio,

Ei disse ; e dir non mi poteva : Addio ! Nin. Ah povero mio Padre . . .

Ma ora ... Oh Ciel ! chi viene ! Fer. Chi mai? Nin. Il nostro Podestà . Fer. Oh ! barbaro destino !

Ed or come si fa? Nin. Qui vi sedete ;

Mangiate qualche cosa ,

E di nascosto poi ve ne anderete .

SCENA VII.

Il Podestà y Ninetta e Fernando. Il Podestà avviziandosi verso V abitazione . Frat'^ tanto la Ninetta versa da bere a suo padre ^ e lo conforta in segreto .

Nin. Un altro 5 un altro : questo

( versando a suo padre un altro bic- Vi darà forza a camminar chier divino.

'4

Il P. Buon giorno ,

( wendo udita la voce di Ninetta^ e solo accorgendosi di lei in questo

Bella fanciulla . punto. -Nin. Vi son serva . IIP. Ditemi,

Chi è quell' uomo ? ( a parte alla ]Sin. Nin. Un povero viandante

Che mi chiedea soccorso . . . IIP. E voi gli deste ( cara,

A bere* Oh brava, brava! Anch'io, mia

Ho una gran sete : . . Nin. Subito vi servo.

IIP. No, no, per la mia sete ( trattenendola.

Non ci vuole del vin . iVm. Dunque dell'acqua? Il P. Tu non mi vuoi capir .

( accarezzandole la mano . Nin. Lasciate - E bene , ( a suo padre

Come lo ritrovaste? ( e poi sotto voce. Fingete di dormire - Oh, voi saprete

( ritornando verso il Podestà. Ch' è arrivato Giannetto J/P. Ed ero appunto

Venuto a salutarlo . Nin. Mi rincresce

Che sono tutti usciti . IIP.K non importa;

Ci siete voi , mi basta Ma colui

( accennando Fer. ^ il quale finge di dormire ^ ma di tempo in tempo al" za la testa per ossermre che cosa

succede .

i5

Perchè non se ne va?

Cacciatelo . Nin. Vedete , è tanto stanco

Che già s' è addormentato . IIP. ( Gan che dorme

Non molestia. ) - Ah se sapeste, o cara,

Da quanto tempo io cerco

Di dirvi due parole . . Nin. Andate , andate 5

Non vi fate burlare . Il P. Ah 5 mia Ninetta /

Perchè così ritrosa?

Rispondi 5 anima mia .

S G E N A Vili.

Giorgio y e detti .

Qior. Il Gancelliere Gregorio a voi m' invia .

IIP. Un corno . ( Uh! maledetto . )

Gior. Questo piego pressante è a voi diretto .

JZP. Ghi Tha recato?

Gior. Un birro

Nin.eFer. Un birro? (a parte con ispat^ento . //P.Giorgio, dammi una sedia.

Vediamo che cos'è? - Vattene pure.

( Giorgio parte .

SCENA IX.

Il Podestà ^ Ninetta e Fernando * IL Podestà assiso verso il mezzo della scena , leva di tasca un portafoglio : ne toglie le forbici y onde tagliare il sigillo del pie" go: poi cerca gli occhiali ^ e non f roi^ando" li s'impazientisce di non poter riuscire a leggere . Intanto succede in disparte fra la Ninetta e suo padre il seguente dialogo, che viene a suo tempo interrotto dal Podestà .

Nin. Ah! caro Padre, udiste? Io tremo!

Intanto eh' ei legge , deh ! fuggite . Fer. E come, o figlia?

Sono senza denari . Nin. Oh Cielo ! ed io

Non ho più nulla Fer. Ebbene,

Prendi questa posata , unico avanzo

Di quanto io possedea. Deh, tu procura

Di venderla quest' oggi - ma in segreto!

dietro al colle io vidi

Un gran castagno , a cui la lunga etade

Scavato ha il sen . Nin. Me ne sovvengo .

Fer. Quivi cela il denaro che potrai ritrarne.

Nel folto della selva

Io mi terrò nascoso : e come il cielo

Imbruni , fa che in quel castagno io trovi

Almen qualche sussidio * Nin. (Ah! se tornasse

'7

Quel mercìajuolo che pur dianzi. •.)OPadro,

Farò di tutto . Andate . . . Fer. Figlia mia.

Abbracciami . // P. Ninetta ? ( alzandosi.

Nin. ( Giusto Cielo! )

/ZP. Galantuomo 5 restate. ( a Fer. che

Fer. ( Io tremo ! ) sortwa, Nin. ( Io gelo ! )

Traetevi in disparte . ( piano a suo pa- dre 5 il quale tornato a sedersi jìru ge ancora di dormire, IlP.Son questi, almen suppongo,! contrassegn

( a parte alla Nifiettaì. D' un disertor - Fernando par che dica . iVm, Fernando ! . . . ) ( volgendo un guard. Fer. ( Oh reo destino! ) a suo padre o

IlP.Mdi il resto senza occhiali

E' impossibile a leggere . - Mia cara , Fate il piacer , leggete voi . Nin. Gran Dio ! ( prendendo il foglio ^ tra--

scorrendolo e tremando . 0 m'uccidi , o mi salva il padre mio!),

affretto di mandarvi i contrassegni D'un mio soldato ...condannato a morte^ E fuggito pur or dalle ritorte . Ei chiamasi . . . Il P. Su via .

Nin. Fer. . . . Fer. . . Fernando . , *

{ Suggeritemi , o Dei ,

Qualche pietoso inganno ! ) IIP.( Oh come il duolo

La rende ancor più bella! )

r8

JSfin. Ei chiamasi Fernando Vi Vincila ^

( guardando sua Padre y come per me- dicargli la bugia ch^ ella proz- ìi P . Continuate . ferisce ^ Nin.{ Oh Diof se leggo ancora.

Tutto è perduto ) - Età quarantotti anni , Statura cinque piedi . . Il P.E ben che avete?

Non sapete più leggere? Fer. ( Infelice! ) JSin. E' una mano diabolica f Il P. Ah se avessi

Gli occhiali \ ( in affo di toglierle il foglio y e cercando nelle tasche . iVm. Permettete - (Il Ciel m^ ispira ) ( rite* Età venticinqu/ anni y nendo il foglio* Statura cinque piedi , undici pollici » JZP. Peccato! - Andate avanti* iV/w. Capei biondi y

Occhi neri y ampia fronte e tondo il viso JZ P. Cospetto ! egli debb' essere un Narciso.

tondo il viso . . E poi? I^in. Divisa bianca ( guardando di mano in mano suo padre per nominar de' cO" lori diversi da quelli di esso . Con mostre rosse y stivaletti gialli. Se mai costui passasse Sul vostro territorio y addirittura Fatelo imprigionar. IlP.Sàrk mia cura. {facendosi rendere il foglio dalla Nin. e riponendolo intasca. Vediam se mai per caso. ..Olà , buon uomo ? Nin. ( Oimè ! )

19^

Fer. Signore . . ^ ( fingendo di rìsQegliard'i Il P. Alzatevi ,

Cavatevi il cappello. Nin. ( Io muojo ! )

JZP. Ah! ab! ( ridendo^

Venticinqu' anni 5 è vero? capei biondi

( alla Nin.

Occhi neri , ampia fronte e tondo il viso. No no 5 vago Adon io non ravviso. Nin. ( Respiro . )

J/P.Mia cara! [prendendo per mano la Nin,. Fer. Signora ... ( alla Nin. in atto di isolar

dirle qy^alche cosa . Il P. Partite . ( a Fer. con severità .

iVz>2. Buon uomo! ( a Fer. con tenerezza. J/P. Capite? ( a Fer.

Uscite di qua ( Fer. esce ^ sta in agguato dietro ad un pilastro della porta : la Nin. lo ac- compagna con lo sguardo . Nin. e Fer \ Oh Nume benefico. Che il giusto difendi , Propizio ti rendi , Soccorso, pietà! ) IIP. ( L'istante è propizio. Amore , discendi , Se il core le accendi. Che gioja sarà! Siamo soli . Amor , seconda

( dopo aver veduto uscire Fer. Le mie brame , i voti miei : Ah se barbara non sei , Fammi a parte del tuo cor .

Nin. Benché «ola vi potrei

Far gelare di spavento : Traditori per voi non sento Che disprezzo e rabbia e orror ^

IIP. l Ah mi bolle nelle vene

ì ( Fer. e rientrato nel cortile.

Nin* \ Il furore e la vendetta !

( Freme il nembo e la saetta

Fer. ( Già comincia a balenar . )

// P. ( Ma frenarsi qui conviene , Colle buone vo' tentar.)

Nin. l Ma frenarsi qui conviene :

e Fer. l Egli tremar . )

( r uno accennando la figlia^.

e V altra il padre * Il P. , Via 5 deponi quel rigore ,

Vieni meco , e non pensar . Fer. Vituperio ! Disonore !

( avanzandosi con impeto . Abbastanza ho tollerato j Uom maturo e magistrato Vi dovreste vergognar . Il P. Ah per bacco ! . . . ( contro a Fer. Fer. Rispettate ( al Podestà.

Il pudore e V innocenza Nin. Caro padre , oh Dio! prudenza.

( a parte a Fer. Il P. Temerario ! ( a Fer.

Fer. Non gridate . ( con impeto Nin. Vi volete rovinar . ( a parte a Fer. Il P. Vieni meco . * . ( alla Nin. Nin. Sciagurato . ( rispingendolo

Rispettate V innocenza . ( al Pad. Gos' è questa impertinenza? ( a Fer. Ah , partite ! { u parte a Fer. Sì, t'intendo . ( a parte alla Nin.

e poi si ritira lentamente Brutto vecchio , se più tardi . . . E tu senti . .

alla Nin. in prenderla per mano Mostro orrendo ! respingendolo Trema , ingrata . Presto , o tardi

Te la voglio far pagar . ( Infelice , tu mi guardi ,

E ti debbo , oh Dio ! lasciar . ) Non so quel che farei; Smanio ^ deliro e fremo . A questo passo estremo Mi sento il cor scoppiar, ( Intanto che esce il Podestà^ e che la Ninetta prostende le braccia a suo Padre ^ il quale si vede salir la collina ^ la Gazza scende sulla tavola , rapisce un cuc^ chiajo ^ e se ne vola via . In questo momento cala la tela , e si cambia la scena come segue .

SCENA X.

Stanza terrena in casa di Fabrizio : nel fondo unà porta con finestre che guardano sulla strada .

Pippo ^ quindi Ninetta che viene dal cortile col canestro delle posate,^ e infine Uberto .

Pip. O pancia mia ^ tu devi

Quest' oggi esser contenta ; e cibi, e vino

Io te ne diedi a così larga mano , ( no .

Ghe un gran ricco sembrava, anzi un Sultà- Uèer.Stringhe e ferri da calzette eo.{dalla via. Pip. Vattene alla malora . Nin. Il merciajuolo ! entrando in iscena

Come opportuno ei viene! Uberto, Uberto? { aprendo la porta che mette sulla strada, Vber.Bon qua, mia cara signorina. (entra. Min. Pippo ,

Mi par che voglia piovere; ( con imbarazzo.

E però sarà bene

Di ritirare in casa

La vgabbia della gazza (^) - Orsù vorrei (*) Pippo esce { ad Uberto

Vender questa posata . ( togliendosi da una tasca del grembiale la posata UberMd io la compro . datale da suo padre. Nin. Quanto mi date ? Uber.W assai leggiera ; pure

Vi do due scudi . Nin. Oh indegnità! meno

Un terzo del valore .

Uber.VìB, 5 non andate in collera

Vi do un zecchino , perchè siete voi .

Nin. Non basta ,

Uéer.Eh bene, voglio

Fare uno sforzo . Questi son tre scudi Siete alfine contenta?

Nin. Eh 5 per forza .

Uber. \]no . . . due tre ; tenete , ma ci perdo .

{ Ne vale più di quattro , ) Nin. Andate, andate,

E non dite a nessun . , . Uber. Non dubitate* ( parte.

S G E N A XI.

Ninetta e Pippo recante la gabbia della gazza .

Nin. Oh povero mio padre ! ( mettendosi il de^ naro in una tasca del grembiale. Pip. Ecco la gabbia . ( depone La gabbia al suo luogo sulla finestra . Ma quella scellerata Della gazza , chi sa dove n' è andata .

( depone la gabbia al suo luogo * La g-,Pippo ?

Nin. Vedila là, che ti canzona

Pip.Mì vuol fare impazzir quella stregona.

Ma perchè mai 5 se la domanda è lecita,

Faceste entrar quel sordido avaraccio? Nin. Avea bisogno di denaro ^ e quindi

Gli ho venduto , . . Pip. Ah capisco ,

Qualche galanteria . . *

^4 ^

JVm. , che per ora

Non era necessaria. Pip. Oh che sproposito!

Perchè non dirlo a me? Cara signora ,

Voi dovete disporre in tutto e sempre

Del mio salvadanajo . Nin. Ti ringrazio .

Ma lasciami ; tu sai

Che ho tante cose a fare . ^ , Pip. Ed io , per bacco ,

Ne ho da fare altrettanto ^ e son già stracco.

( parte .

Nin. Andiam tosto a deporre entro il castagno Questo denaro . Oh se potessi ancora Rivederti , o mio padre ! ( incontrandosi .

SCENA XII.

Lucia ^ il Podestà il Cancellier Gregorio e detti ^ in fine Pippo .

Lue. Brutta fraschetta ,

In casa , in casa . Se ti colgo ancora . . . Nin. ( Pazienza! è d' uopo rinunziar perora . ) Lue. Eccovi , o miei signori , quel Giannetto ( presentando suo figlio al Podestà ed al Cancelliere . Che si fe' tanto onor. ( La Lucia si fa recar dalla Ninetta il paniere delle posate ^ e si mette a contarle . Il P. Me ne rallegro . ( a Giannetto .

Io lessi ne' giornali Più volte il vostro nome ; e ben rammento

a5

E la bandiera che man toglieste Air inimico 5 e i due cavalli uccisi Sotto di voi . giovine , e prode . . . Gm/j.Degno ancora non son di tanta lode. Fab. Bravo! - Che ve pare?

( al Pod* ed al Cariceli. Lue. E nove , e dieci .

E undici - Stordita ! ecco qui manca

( alla Nin.

Ora un cucchiajo . Nin. Come?

Lue. 5 un cucchiajo (te? (^*)

Conta pure tu stessa (^) - Eh ! che ne di- (*) la Nin. si pone a contar le posate. (*^) riiPolgendosì agli altri .

Oggi manca un cucchiajo; l'altro giorno

Si perse una forchetta. Ah questo è troppo! IIP. E' giusto il vostro sdegno :

Qui ci sono de' ladri . Esaminiamo j

Processiamo - Gregorio . . . Fab. Eh , ch'io non voglio

Processi in casa mia - Ninetta ? Nin, E' vero ;

Uno adesso ne manca; eppur , credete ;>

Poe' anzi c'eran tutti. ( piange.

Fab. Eh via , non piangere !

Lo troveremo . G^a/i. Pippo. ... ( chiamando verso le quinte

Corri a veder se mai Pip. accorre subito.

sotto al pergolato

Sia caduto un cucchiajo . ( Pippo esce* Lue. Io ci scommetto

Che non si troverà .

Non dubitate:

Lo troveremo noi { Voglio che almeno Tremi T indegna-) - Carta e calamajo.

( alla Lue*

Lue. Vi servo sul momento

Fab. Vi ripeto, ( al Pad.

Ch'io non voglio processi. Lue. Eh taci 5 sciocco !

L'innocente è sicuro; e se v^è il reo,

Giova scoprirlo e gastigarlo . Oian.Oh Cielo !

Per piccola cosa . . IIP. E pur la legge

In questo è assai severa 5

Ed i ladri domestici condanna

Alla morte ^ Gian Alla, morte!

s e E N A XIIL

Pippo e detti*

Pip. E sopra e sotto

Ho cercato e frugato ,

Ma nulla ho ritrovato . Nin. ( Oh me infelice ! ) IIP. IDunque c'è furto Pip. Io non so niente . Nin. Anch'io

Sono innocente . IIP. Or si vedrà . ( il Pad. ed il Cancell. Fab. Ma quale siedono ad un tavolino*

Esser potrebbe mai

La persona sospetta?

'^7

CianJJn ladro in casa! e chi sarà? La g-.Ninelta .

Nin, Crude!! tu pur accusi?

( volgendosi alla gazza. Gian. 0\i Dio 5 tu piangi! ( alla Nin.

Nin. Ma non l'avete udita ? ( additando la Gian.kh. non temere! gazza.

Nessun vi bada ( la gazza vola via. Fab. In somma vi scongiuro ^ ( al Pod.

Lasciate , desistete . IIP. Non posso .

GianMsi ... ( con risentimento al Podestà Il P. Silenzio! - E voi scrivete. ( al Cancella In casa di Messere

Fabrizio Vingradito

E' stato oggi rapito ... Gian. Rapito ^ no ; smarrito . Il P. Zitto ! vuol dir lo stesso ,

Rapito . Avete messo? ( al Cancell.

Un cucchiajo d' argento

Per uso di mangiar . N. G. / ( Che bestia, che giumento ! ( additane e Fab. l Mi sento a rosicar. ) do il P.

Pip. \ (Che testa! òhe tilento! [idem.

a 6 ) ( Mi £i trasecolar , ) Il P. \ ( La rabbia ancor mi sento j

i Mi voglio vendicar. ) Lue. f ( Pentita già mi seato :

y Colui mi £i tremar. ( idem.

Il P. Di tuo padre quale è il nome? ( alla Nin. Ferdinando Vi 11 abella . Nin. Il P. Villabella ! Come , come?

Ora intrudo,;, furfaatjella :

Quel briccone era tuo padre Ma paventa! le mie squadre Lo sapranno accalappiar .

Già. Fab. Lue. Pip. Quale enigma! // P. Eh ! nulla , nulla .

Questa semplice fanciulla Ne vuol tutti corbellar . Nin. Più non resisto , oh Dio !

( si leva dal grembiale il fazzoletto per asciugarsi le lagrime y e ro^- vescia in terra il denaro ricevuto da Uberto

Lue. Ma che danaro è questo?

( con maraviglia Nin. E' mio 5 signora , è mio . ( raccO" gliendo affannosamente il denaro Lue. Tu mentisci . // P. Presto^

Scrivete . ( al Cancelliere

Nin. Ve lo giuro ;

E' mio 5 è mio , signora . Pip. E' suo 5 ve r assicuro :

Uberto a lei lo die.

Il Pod. Lue. Fab. Gian. Il P. Uberto ! ( con istupore

Ed a qual titolo ! ( a Pip. Pip. Per certe cianciafruscole

Che a lui pur or vendè . Il P. Per certe cianciafruscole ! . . .

( ironicamente alla Nin.

Cioè?

Nin. Parlar non posso

^9

il P. Caduta sei nel fosso . Gian . Tacete-Scopri il vero . {con ira al Pod.y Nin. Non posso ! ( con passione alla Nin. Gian* Deh rispondi !

( insistendo con vi{?a passione Lue. Tu fremi ; ti confondi . Nin. Io 5 no 5 signora . . . spero . . . Il P. Inutile speranza ! ( si alza ,

Rimedio più non v' è . Nin. { ( Io perdo la costanza;

\ Che ne sarà di me! ) G.F. /(Ah questa circostanza eLuc, 1 Mi porta fuor di me!) P.a6 7 (Oh fiera circostanza!

\ Io sono fuor di me . ) IIP. /(Ornai più non t'avanza V Che di venir con me . )

( con visibile gioja. Gian. Si chiami Uberto . ( con impeto. Pip. Subito. {in atto di partire.

Fab. In piazza il troverai .

( a Pippo che parte immediatamente. L.F.f Possano tanti guai eGian\ Alfine terminar! ( intanto il

< Podestà esamina il processo.

Nin. /( Oh padre ! tu lo sai \ S^io posso favellar. // P. Quel denaro a me porgete, {alla Nin. Nin. { Che pretende? O Numi, ajuto! )

( consegna il denaro al Pod. Il P. All'Ufficio è devoluto.

( si pone in tasca il denaro. Nin. Oh crudel fatalità!

1

Il / ( La superbia e r ardimento ( addii

! Ti farò ben io passar. do laNin.

I Già vicino è il mio momento

I Di godere e trionfar . ) Nin. |( Padre mio, per te mi sento

/ Questo core a lacerar ;

\ E , per mio maggior tormento , 1 Non ti posso 5 oh Dio , giovar ! ) Pah. |(Quel pallor, quel turbamento Lue. f Mi fa r alma in sen tremar ! e Giani Ora spero , ed or pavento ;

V Che mai deggio ^ oh Dio ^ pensar ! )

SCENA XIV.

Pippo con Uberto y e detti.

Ubar. Uberto chiamaste .

IIP. Che cosa compraste {ad Uberto

Da lei poco fa? additandogli la Nin. Ubar. Un solo cucchiajo

Con una forchetta ( titubando. Gian. Ninetta! Ninetta! {coW accento

della disperazione .

Tu dunque sei rea? IIP. l[^à io la credea Fab. V L'istessa onestà! eLuc. ) Convinta è la rea;

\ Più dubbio non v'ha, { ciascuno con Pip. fAh s'io prevedea! ... dii^erso affetto.

V Ma come si fa?

Nin. Ov' è la posata ? {adUb. con risolutezza.

Mostrate ; - e vedrete , ( agli altri .

Vher* Che mai mi chiedete?

Venduta l'ho già . Nin* Destino terribile ! Il P. Ma fate presto 5 ( al CancelL dopo mergli parlato alV orecchio. Il Caliceli, parte subito, Gian. Quai cifre erano? ( con impeto

ad Uberto.

Le stesse lettere ! . . . Misera me ! ) Vber. Eravi un F ( dopo a^^er alquanto Ed un V insieme, pensato^ Tutti j fuorché il Podestà ed Uberto ^ 'Mi sento opprimere; Non v' è più speme j Sorte più barbara , 7 / Oh Dio 5 non v' è ! IIP. ^Bene 5 benissimo !

Non v'è più speme . ( Tu stessa chiedermi Dovrai mercè . ) Gian. Ma qual rumore!

Tutti fuorché il Podestà r La forza armata! G. Fab. ( Ah mio signore , ( al Pod^

L. e P.\ Pietà 5 pietà!

Sa

SCENA XV.

/ suddetti; Gregorio alla testa della gente d^ arme ; molti abitatori del (villaggio j e tutti i famigli di Fabrizio .

IIP. In prigione costei sia condotta . ( alla gente d' arme ^ accennando la Nin. Gian. Gìnro al Cielo! fermate, o temete.,.

( opponendosi alle guardie . P. Obbedite . (alla gente d'arme

JSin. Gran Dio !

JP.L.P. Sospendete . { al Pod. supplicando

Il P. Non lo posso - I miei cenni adempite . Nin. Lue. Fab. Pip. Uber. e Coro Oh destin ! ( le gente circondano la Nin.

Gif4n. Questo è troppo ! - Sentite. ( al Pad.

IIP. Sono sordo. ( Ora è mia; son contento .

!Ah sei giunto , felice momento ! Lo spavento gelare la fa . ) Mille affetti nel petto mi sento : Lo spavento gelare mi fa . Gian. Fab. Lue. Pip. e Coro Mille furie nel petto mi sento : I suddetti ed Uberto Lo spavento gelare mi fa . Nin. Ah Giannetto !

Gia7i.Mio ben! ... ( i due amanti si abbracciano JZ P. Separateli . alla gente d^ arme

Tutti gli altri , fuorché il Pod.

Che orrore! Il P. Legatela ^ ( Idem.

33

Gian. Fah* Lue. e P^lp. Ah signore! ... {al Pod. supplicando. Il P. Non più-strascinatela ( alla gente d' arme. Nin. Io vi lascio ! ( a Gian. Fab. e Lue.

G. F.L.Ninetta!

J/P. Finiamola . ( con impeto.

Tutti y fuorché Nin. e il Pad. /Chi gli vibra un pugnale nel seno! l ( additando il Pod.

\ Vorrei far tutto a brani quel cor . Nin. làhl di me ricordatevi almeno,

\ ( a Gian. ^ Fab. e Lue.

JCompiangete il mio povero cor ! Il P. t Ah la gioja mi brilla nel seno! \ Più non perdo dolce tesor .

( additando la Nin. Il Podestà ed il Cancelliere escono colle gen- ti tìJ' arme ^ le quali conducono via la Ni" netta^ attraversando la folla dei Contadini. Lucia rimane immobile col viso nascosto nel suo grembiale . Fabrizio trattiene a forza suo figlio che vuol correr dietro alla Ni" netta . Pippo e tutti gli altri famigli ma- nifestano la loro costernazione y e su questo quadro cala il sipario .

Fine delV Atto Primo .

3

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA. Vestibolo delle prigioni nella Podesteria * Antonio j e subito Ninetta .

Jnt. In quell'orrendo carcere riìichiuia

Geme la poveretta! Ah chi potrìa

Del misero suo stato

Non sentire pietà ! Caf'a fanciulla ,

Io vo' cercare almeno

D'alleviare i tuoi strazj . ..Ehi, mia Signora. iVm. Ahimè ! Ant. Deh ! non temete :

Sono Antonio ; venite ,

Venite qui - venite

A respirare , ed a godere almeno

Un po' di luce . Nin. Ah quanto vi son grata !

Conoscete voi Pippo? Ant. Il servo ... Nin. Appunto .

Se poteste 5 di grazia ,

Farlo tosto avvertito

Ch'io gli vorrei parlar? Ant* Uhm ! non saprei . .

Vedrem... procureremo... (Chi vaia?) {s^o-

Apri temi. de battere alla porta.

Nin. Qual voce ?

35

Jnt. Che volete

Voi qui, Signor Giannetto? ( ossewan- Nin. Giannetto . do per lo sportello.

Gian Mi scongiuro ,

Apritemi . u4nt. Impossibile .

Nin. Ah mio benefattore ! ( prendendo affet- tuosamente per mano Ant. Ant. ( E chi potrebbe

Resister mai? ) Restate... ) a Ninetta. ( Infin che male c'è?) Signore, entrate.

[apre a Gian.

S G E N A II.

Giannetto , e detti .

Ant. Oh troppe grazie! ( riceve da Gian.

una moneta y e si ritira per la porta Gmri.Gara! onde quegli e entrato.

iViV2. Ed è pur vero?

Ah dunque ancora tu non m' hai del tutto

Abbandonata ? Giaw. Abbandonarti ? Oh Cielo!

Tu m'' abbandonavi allor ... che dico!

No, no, perdona. ..io non lo credo... Eppure

Ah ! se caro ti sono ,

Se veder non mi vuoi morir d'affanno,

Ah ! togli i dubbi miei ,

M'apri il tuo cor; dimmi se rea tu sei. Nin. Sono innocente . ( con dignità .

Gian. E perchè dunque, o cara.

Non ti discolpi? Nin. Perchè nulla io posso

Addurre in mia difesa .

S6

Tacer m' è forza , se tradir non voglio

Chi già dall'empia sorte

E' percosso abbastanza . GianMsL sperar non poss'io? . . . Nin. Vana speranza !

Gian.( Più non so che pensar ! ) Ah ! mia Ninetta , Tu sei perseguitata : Il Podestà crudele

La tua Sentenza affretta! Tu conosci Il rigor delle leggi. Ah! se non parli. Se il tuo fatale arcano A nasconder ti ostini ...io tremo forse (do! In questo giorno istesso ... Oh giorno orren- Nin. Condannata sarò . . . Non più! t^ intendo . Forse un conoscerete

La mia fede , il mio candore , Piangerete il vostro errore ; Ma quel pianto io non vedrò : fra V ombre allor sarò ! Gian. Taci , taci , tu mi fai

L' alma in sen gelar d' orrore , ( No la colpa in bel core , No ricetto aver non può . Ed io perderla dovrò ! ) No 5 che la morte istessa Tanto non fa penar ! Troppo è quest' alma oppressa , Non posso respirar

SCENA IH.

Ant. frettoloso e detti

Ant. 0 mio Signor 5 partite j Il Podestà sen viene .

a 2

Gian. Idolo mio ! Nin. Mio bene ! Ant. E voi tornate al carcere* Nin. Gian. Gvndol necessità! Gian. Parto , ma per salvarti , Tutto farò , beli mio ^ Spera frattanto , Addio! ^Che barbaro dolor!

Più non resisto , o Dio ! Gian. \ Sento mancarmi il cor.

Oh Cielo rendimi Nin. \ ,

AI ^^^^ bene ,

O scaglia un fulmine 5 Che m'arda il sen. (parte Gian,

S G E N A IV.

Antonio^ subito il Podestà ; poscia Ninetta^ e in fine alcune guardie .

Aut. Ah destino crudeli Ma perchè mai Tanto rigore questa volta ostenta Il Podestà?... No, mormorar non voglio: Ma qui certo s'asconde un qualche imbro-

Pod. Antonio ? - Conducetemi ( glio

La prigioniera . - No , non fia mai vero Che a tollerare io m' abbia Sprezzi e rifiuti 5 - Andate -

( ad Antonio che ha condotta la Nin. ( Air arte. ) - Orsù 5 mia povera Ninetta ^ T' accosta . A te mi guida Tenerezza e pietà . Più non rammento

38

I tuoi torti con me : vorrei salvarti ;

Ma come mai 9 se tutto

Rea ti condanna? JSin. Io rea!

E creder lo potete? Il P. Ah si 5 pur troppo !

Nin. Tutto 5 è vero 5 congiura a danno mio;

Ma lo sanno gli Dei , rea non son' io . Il P. E bencj io spero ancor. Tutto tu puoi ,

Amabile Ninetta ,

Aspettarti da me . Si , non temere ; Voglio quest'oggi stesso Toglierti di prigione . Nin. 0 mio signore 5

Se non mi promettete Che intero mi sarà reso l'onore, E innanzi agli occhi altrui Sciolta ritornerò d' ogni sospetto , Voglio qui rimaner . Il P. Te lo prometto .

Si per voi , pupille amate 5 Tutto tutto far desio ; Ma per me , tu pur , ben mio , Qualche cosa devi far . Nin. Chi m'ajuta? Il P. Sta tranquilla,

E t' affida a chi t' adora : Io salvar ti posso ancora , Se t' arrendi al mio pregar, Nin. No giammai . // P. Paventa , ingrata !

Coro di guardie ( di fuori . ) Ah Ninetta sventurata!

^9

// P. Quali accenti! - Un solo amplesso •..

( con trasporto ^ . Coro ( entrando . ) Radunato è il gran consesso ;

( a queste i?oci y esce fuori Ant. il quale si tiene in disparte Manca solo il Podestà Il P. ( Oh mia sorte maledetta ! )

Ho capito ; vengo in fretta .

( alle guardie* Ah ! senti? e ancora adesso . .

( alla Ninetta. Nin. Si, ti replico lo stesso. 7/ P. Ma la morte? Nin. Non la temo . Il P. Vanne, indegna; ci vedremo: Queir orgoglio alfin cadrà . Udrai la sentenza , Perdon chiederai ; Ma invan pregherai , Ma tardi sarà . C, ed Ant. { Oh Ciel , che fia!

Sospetto mi . ) Il P. In odio e furore

Cangiato è V amore ; Pietà nel mio petto Più luogo non ha . { In questo punto s' ode da lontano il il suono de* tamburi con cui s^ an-- nunzia al Popolo ^ che s^ apre la Coro Udiste ! sessione del Tribunale.

Pod. Vi seguo . Coro W questo V avviso .

E bene? Ho deciso .

( aliar Nin.

Pad. Qual sorte F attenda

L'ingrata non sa. (parte C » ed Ant Quel torbido aspetto

Paura mi fa. ( Coro parte col Pad. Nin. { Ah! barbaro oggetto, ( T' invola di qua !

Ant. JTodestàj Podestà! tu me l'hai fatta!

Le cose questa volta

In i>egoia non vanno. Ah ! piaccia al Cielo Pip. Chiamar voi mi faceste (*) - Ah! cara a- C^) ad Ant. (mica!

(*^) (cedendo la Nin. e correndo {perso lei. Nin. Ho bisogno di te . (a Pippo .

Ant. Poche parole , ( a Nin.

Vedete : io vo frattanto

A far la sentinella . ( entra.

Pip. In ciò che posso ,

Quel poco ch'io possiedo.

Volentieri ve l' offro . Nin. Ah no , mio Pippo ^ ( togliendosi frat- tanto dal collo la croce .

Abusarmi non voglio

Del tuo buon cor ! Solo ti chiedo in presto

Tre scudi , che andrai tosto

A portare dove

Or ti dirò . Questa mia croce in pegno . . .

SCENA V.

Antonia ^ Ninetta ^ e subito Pippo.

Pip. Adagio 5 adagio : dove

Portar debbo il denaro f Nin. Hai tu presente

Quel gran castagno che si trova dietro

Al viein colle ? . . . Pip, E che scavato è in modo ,

Che un uom vi si potrebbe

Quasi quasi appiattar . . . Nin. Si 5 quello appunto .

dentro ti scongiuro

Di riporre il denaro innanzi sera . Pip. Dentro il vecchio castagno? . . . Kin. 5 ma che niua ti vegga . Pip. Siamo intesi .

( in atto di partire^ JSin. Ma Pippo? E questa croce

Che ti scordavi ! Pip. lo non non mi scordo nulla .

Tenetela , vi prego . Nin. Se la ricusi , non accetto anch'io

L' offerta tua . Pip. Vi sfido .

Ora che so quello che fare io debbo .

Nessun più mi trattiene .

E' pure un gran piacere il far del bene .

( come sopra»

Nin. Deh pensa che domani, {trattenendolo Oggi fors' anco , non sarà più mio Quest' ornamento !

Pip. Oibò ! non lo credete .

Esser non può; mei dice il cor. . .tenete.

Ni?i. E ben , per mia memoria La serberai tu stesso :

Non hai più scuse adesso

Di rifiutarla ancor . Pip. Pegno adorato , ah sempre

Con Pippo tu starai: [bac. la croce.

Compagna mia sarai

Fin che mi batte il cor . ( Mi cadono le lacrime ;

M'opprime il suo dolor! )

Un'anima tenera

Mi fia presente ognor. Nin. A mio nome , deh consegna

Questo anello al mio Giannetto . Pip. Tanta fede ^ eguale affetto ,

Ah veduto mai non ho ! Nin. Digli insieme che lui solo

Fino air ultimo sospiro ...

Ma non dirgli che il mio duolo . . .

Questo core... Ah ch'io deliro!

Il mio ben più non vedrò . Pip. Per carità 5 cessate !

. . . non dubitate . . .

Tutto farò . . dirò, [in atto di partire. Nin. Non t'obliar . . .

Pip. Che dite! ( vivamente commosso.

Sapete chi son io . Nin. Povero Pippo , addio Pip. Addio! . : . ( Se ancor qui resto.

Mi scoppia in seno il cor . ) Nin. ( L' ultimo istante è questo ,

Che ci vediamo ancor . ) Pip. ( Vedo in quegli occhi il pianto ;

Ma ve' che piango anch' io ! ) Nin. ( Vedo in quegli occhi il pianto ,

43

E la cagion son io ) ( Dove si trova , oh Dio ! Un più sincero amor ? ) ( Addio ! . . . ( Se ancor qui resto , ( Mi scoppia in seno il cor . (Nin. entra nella sua carcere^ e Pip* se ne par.

SCENA VI,

Stanza terrena in casa di Fabrizio , come neir Atto Primo . Lucia sola

Infelice Ninetta ! ... Ed è poi certo Ch' ella sia rea ? Qual dubbio! ... Il tempo , Le prove , i testimonj , ( il luogo ,

E' ver, la colpa sua fanno evidente; Ma pure , chi sa mai ? forse è innocente .

( ode picchiare.

SCENA VII.

Lucia e Fernando .

Lue. Chi è? (*) - Fernando ! oh Dio !

(*) andando ad aprire .

Fer. Mia cara amica ,

Che nessuno ci ascolti ! - Ov'^è Ninetta? Lue. Ninetta ! . . . Deh fuggite ! ( piange . Fer. Ma che vuol dir quel pianto? Lue. Ah non m'interrogate! Fer. Voi mi fate gelar ! , . . ( Entro il castagno

Ancor non pose . . . Un nero

Presentimento . . Che pensare ? ) . . - E

( bene

44

Che fa? Deh rispondete! Lue. Ah se sapeste!

Accusata di furto . * , Fer. La mia figlia? Lue. 5 dessa.

Fer. Come ? . . . Esser non può . Seguite . Lue. Innanzi al tribunale

Forse in questo momento

E' giudicata . Fer* Eterni Dei ! che sento ? ( partono .

SCENA Vili.

Sala del Tribunale nel gran palazzo del Feudatario .

Pretore ^ Giudici ^ un Usciere y il Podestà y Gian.y Fab.y Popolo ^ Guardie alle porte. I giudici sono assisi sui loro sedili^ in mez" zo ad essi il Pl etore ^ innanzi al quale è collocar o un t^wolino . // Podestà y pre- sente alla sezione^ occupa una sedia a par" te da un lato si vede il popolo spetta^ tare y fra cui si distinguono Giannetto e Fabrizio . AlV alzarsi della tenda si ve-- de V Usciere che va raccogliendo i voti nelV urna . Una musica tetra annunzia questo terribile momento. L'Usciere y raccolti i vo- ti y consegna V urna al Pretore y il quale ^ trovato che tutte le palle sono nercy esclama:

Pre. A pieni voti è condannata. Gian.O\\ Cielo! E tu soffri?

«1

45

Pret. Zitto .

Fab. Abbi prudenza .

Pret. Venga la rea . - (^) Stendete la sentenza :(^*) (^) aU^Uscieie che parte subito. (*"*^) ad uno de' Giudici. Pret. e G. Tremate, o popoli 5

A tale esempio .

Questo è di Temide

L'augusto tempio.

Diva terribile ,

Inesorabile ,

Che in lance pondera

L'umano oprar. Il giusto libera ,

Protegge e vendica :

Ma sempre il silenzio

Sovra il colpevole

Giunge a scagliar .

S C E N A IX.

Ninetta e detti . Ninetta entra accompagnata da alcune guar^ die che subito si ritirano y e preceduta dal'^ V Usciere il quale le indica il luogo o^'ella debbe fermarsi .

Pr^^. Infelice donzella,

Omai più non vi resta

Che sperare nel Ciel . - Signor, leggete.

[facendosi dare la sentenza stesa dal^Giud. Considerando che la nominata

Ninetta Villabella è rea cominta

46

Di domestico furto : a pieni voti Ed a tenor delle vigenti leggio Il regio Tribunale La condanna alla pena capitale . Tutti y fuorché il Pretore ed i Giudici Ah! qual colpo! . . Già d' intorno Ulular la morte ascolto :

Già dipinto ^^ ^S^^ volto ^ nel suo

Miro il duolo ed il terrori

Gian. Aspettate 5 sospendete :

slanciandosi verso i Giudici .

Voi punite un' innocente ;

Un arcano , ah non sapete !

La meschina chiude in cor .

Tutti y eccetto il Pretore ed i Giudici.

Un arcano!

Il P.eilG.Fi ben parlate. {alla JSin.

Nin. Rispettate il mio silenzio . Gian. Ah Ninetta?

F. e Palesate .

Nin. C Non crescete il mio dolor . Il P. } [ Maledico il mio furor . )

G. F. i Mi si spezza a brani il cor .

Il Pretore ed i Giudici . Ella tace , e ben , sia tratta Al supplizio . ( alle guardie

S C E N A X.

Fernando che entra impetuosamente , e detH.

Fer. Ah no! fermate. Nin. Voi qui. Padre?

47

G. F. il P. Chi veggMo?

Fer. Vengo a voi col sangue mio [a'Giudici.

La mia figlia a liberar . Nin. (Infelice! Possa il Cielo

I suoi giorni al meo serbar!) Fer. I miei sforzi ed il mio zelo

Possa il cielo coronar ! Gian, (Oh coraggio! Possa il Cielo e Fab. \ Tanto zelo secondar . Il P. Signori; è quello; è quello [alzandosi.

II disertor che preme : Ecco gP indizj , - e insieme Voi troverete l'ordine

Di farlo imprigionar . ( consegna IlP.pdiG.Gnsiràìe. al Pret. un foglio^

N. G. F. Gran Dio! llP.edìG.FeYmàttYÌ .

( le guardie circondano Nin. Nin. Gian. Fab.

Oh Cielo! E fia pur vero? Fer. Son vostro prigioniero ;

Il capo mio troncate .

Ma il sangue risparmiate

D'un' innocente vittima

Che non si sa scolpar . // Pretore ed i Giudici. La sentenza è pronunziata ;

Più nessun la può cambiar . Fer. Ma dunque ? . . . IIP. ediG.U uno in carcere,

E r altro sul patibolo ,

La legge è inalterabile j

Il reo perir dovrà .

40

Fer. Nin. Gian* Fah. Il Pad. Che abisso di pene ! Mi perdo , deliro Più fiero martiro 5 averne non ha . Un padre ^ una figlia Tra ceppi 5 alla scure! , . . A tante sciagure Chi mai reggerà? J/P.c^i! iCGuardie 3 olà ; Fab.eG. Più non poss'io

Toller ... Fer.ilPod.Son fuor di me ! Nin. Che faceste, padre mio!

Per voi solo io vado a morte , E voi stesso alle ritorte Volontario offrite il piè . Fer. Che dicesti? Fer.Q.F. Parla ; spiegati .

// Pretore ed i Giudici . Via si tronchi ogni dimora; Alla carcere , al supplizio . Nin. Ah mio padre 5 in pria ch'io mora

( in atto di voler da lui un amplesso. Fer. Figlia! - Barbari, lasciatemi.

( ai satelliti che lo trattengono. IIP. ed i G .Eseguite .

( ai satelliti y i quali vanno subito per istrascinar via la Nin. e Fer. Fer.e Nin.Oh Dio , soccorso! G. e Fab. Ah Ninetta! Il Pod. ( Qual rimorso ! ) Nin. Mio Giannetto! mio Fabrizio!

_ ^ 49 ^

llPrJ G. Alla carcere ; al supplizio m satellitié Tutti ^ fuorché il Pret. ed i Giud. Ah neppur 1' estremo amplesso ! Questa è troppa crudeltà . Sino il pianto è negato al mio ciglio Entro il seno s' arresta il sospir : Dio possente 5 mercede, consiglio! Tu rn' aita il mio fato a soffrir. Il Pret. \ ( Ah già il pianto mi spunta sul ciglio! i Giud.i Tanto strazio mi fa impietosir. e il I Ma la legge non ode consiglio , Pad. V Noi dobbiamo alla legge obbedir. ) ( le guardie dall^ una parte conducono Per. alla carcere^ dall'altra la Nin. al luogo delsup* plizio. Il Pre.^ i Giud. ed il Pod* si ritirano Tutti gli altri partono costernati*

S G E N A XI.

Piazza nel Villaggio . Alla destra dello spet- tacolo si vede il campanile ed una parte della Chiesa t verso la cima del campanile sporge in fuori un piccolo ponte ad uso di far delle riparazioni. Alla sinistra è collo- cata la porta maggiore della Podesteria. Al di della Podesieria c'è una contrada , e dirimpetto un' altra ^ che mette dietro alla Chiesa . Parimente alla sinistra si vede u- n a piccola porta , che è quella dell'orto della casa di Fabrizio *

Ant.j indi Pip. e Gior.

Pip. Ora che nel castagno

Ho riposto il denaro , veder bramo

4

5c

Quanto m'avanza ancor . Sono più ricco ( siede sopra una panchina di sasso presso V orto di Fabr. e conta il suo

danaro .

Di quei che mi credeva. ..Ah questa lira Nuova di zecca me la diè Ninetta Un certo giorno ... dunque a parte : insieme , Tu starai colla croce. Ah brutta diavola ! ( mette a parte la lira y e in questo momento comparisce la gazza sulla porta deir orto .

Gior. Cpn chi Thaì ?

Pip. Con quella gazza infame Oh ! ecco An-

( tonio,

( alzandosi e raccogliendo il da^

naro .

E ben che nuove abbiamo? ( ad Anf. E la Ninetta ? . . . Jnt. Ahimè ! tutto è finito ( piangendo . Pip. Podestà scellerato! ( qui la gazza di" scende sulla panchina y rapisce la lira messa in disparte ^ e se ne vola sul campanile . Gipr. Oh guarda ^ guarda . (additan. la gazz. Pip. Briccona! E giustamente; Rubarmi la moneta

Che tanto mi premeva - Ah birba , birba ! Eccola la sul ponte . Oh se potessi Arrampicarmi 5 forse Troverei la mia lira . Vo' provarmi . Ant. Andiamo insiem .

Pip. Gazzacqia maledetta . (P. e A. corrono via Gior. Ah ah 5 non correr tanto, che ti aspetta .

'li

5i

S G E N A XII.

Ninetta in mezzo alla gente arme ; Contadini e Giorgio che è ritirato in un angolo^ e che esprime il suo dolore .

Alcuni satelliti fanno riparo alla calca dei con" ladini nel fondo . Ninetta in mezzo ad altri discende dalla gradinata della Podesteria, e s^ a{?{)ia lentamente verso la contrada che gira dietro alla Chiesa ; essa e preceduta e seguì-- ta dagli abitanti del {?illaggio .

Coro Infelice , sventurata ,

Ti rassegna alla tua sorte 5 N05 erudel non è la morte Quando è termine al martir . Nin. Dell tu reggi in tal momento

( soffermandosi avanti alla Chiesa Il mio cor^ pietoso Iddio! Deh proteggi il padre mio , E ti basti il mio morir . Or guidatemi alla morte , ( ai satelliti Si finisca di soffrir.

Coro e Giorgio . Ah farebbe la sua sorte Anche un sasso intenerir! ( La Ninetta prosegue il suo cammino ^ seguì" ta dal popolo , e ben tosto si toglie agli sguardi degli spettatori . Terminata la fu" nebre marcia 5 Giorgio attraversa la scena lentamente e costernato .

5a

SCENA XIII.

Giorgio^ Pippo ed Antonio nel campanile ^ e poscia Giannetto ^ Fabrizio ^ Lucia e diversi famigli

pip, Oente, Gentej oh me felice!

( sul ponte del campanile ^ tirando a se qualche cosa da un huco^ in cui egli ave{pa intruso il braccio . Intanto la gazza h isolata via. Pip, Tutto , tutto ho ritrovato :

Guarda , guarda , avvisa , grida

( mostrandogli la posata Ant. Non lasciamola ammazzar .

( Pippo e Antonio suonano una campana a tutta forza Gian. Che fracasso indiavolato!

Oh che pazzo da legar! Che vuol dir ? ( uscendo precipitosa^^ FabfCLuCnChe cosa avvenne? mente dall'orto.

( idem^ e dietro loro alcuni famigli. Ant.ePipXnnoo^titQ è la Ninetta*

( ricomparendo sul ponte . Tutti fuorché Pip. e Ant. Innocente ! ^/2t*eP//7 Jnnoeentissima , Pip. Il Gucchiajo , la forchetta ,

La mia lira è tutto qua . Ant. Quella gazza maledetta! Giusto Cielo!

Gli stessi col Coro . Caso eguale non si dà,

53

Pip. Padrona, spiegate

Il vostro grembiale. (Pippo getta già la posata nel grembiale della Lucia.

F. e Gior. È dess^ , mirate ; / 79 j a ' ' ( / uno prende

subitamente la forchetta ^ e V altro

il cucchiajoy che mostrano alla Lue.

l suddetti e Coro .

Il colpo fatale

Corriamo a impedir .

Lue. Gior. Pip, e Ant.

Il colpo fatale

Correte a impedir .

( Fah% e Gian, colla posata corrono via, e dietro

ad essi i famigli. Pip. e Ant. rientrano nel

campanile e suonano di nuo{?o a martello .

S G E N A XIV,

Il Podestà e suddetti^ fuorché Giannetto e Fabrizio

Jl P. Che scampanare è questo?

Che cosa è mai successo ? Lue. Del mio piacer T eccesso

( correndogli ineoritro .

Non saprei spegar. . Il P. Io non capisco niente Lue. La povera Ninetta

Pur troppo era innocente', .

Ah cari amici miei, [a Gior. e al P.

Andiamola a incontrar. Gior. Andiamola a incontrar.

54

Il P. Mi sembra di sognar ,

{ Mentre la Lucia insieme con Giorgio oa per incamminarsi y s'ode da lontano una scarica di fucili . Pip. ed Ant. sul campanile stanno ossen^ando attentamente verso la campagna.

SGENA ULTIMA.

I suddetti y Ninetta y Fabrizio y Giannetto y Abitanti y Genti d' arme ^ e poscia Ern. e Fern. ha Ninetta e assisa sopra un carro adornato aie infretta di rami e di fiori , e tratto da alcuni contadini . Giannetto , Fabrizio ed altri contadini le fanno corteggio . Dii>ersi contadinelli si arrampicano qua e per vedere .

Lue. Figlia mia! ( correndo incontro alla Nin. Gian.Sì rilasci la Ninetta.

( leggendo ciò che sta scritto in una carta eh' egli consegna al Podestà . Questa mano è del Pretor . Fab.GianJ Quanto meno il cor l'aspetta, e Lue. i Sembra il giubbilo maggior . Il P. 1 ( Quanto costa una vendetta !

\ Di rimorsi ho pieno il cor. ) Gior. Pip'f Viva 5 viva la Ninetta, Ant. Cor. V La sua fede ed il suo cor !

( Pip. e Ant. discendono dal campanile .

Nin. Queste grida di letizia

Danno tregua al mio tormento :

55

Ma il mio cor non è contento ;

Ma con voi , miei fidi amici ,

No 5 gioir non posso ancor ! Fab.Gia.Mìt Ninetta, che mai dici? e Lue. E' svanito ogni timor. Nin. No no !.. . Dov' è mio padre ? . . .

Nessun risponde : oh Dio !

Vive? che fa? Fer. Cor mio , ( comparendo improvvisa^ mente accompagnato da Ern.

Sì, vive, e a te sen vola ;

Sempre con te starà . ( abbraccia la Nin. Ah padre ( Or che oblio figlici*

Tutti i passati guai :

Ah che perfetta è omai

La mia felicità! ( tutti gli altri fuorché il Podestà . Ah chi provato ha mai

Egual felicità! IIP. Ma in che modo fu costui ( accennan- do Fer.

Dal suo career liberato ? Fer. Per un ordine firmato

Dal Monarca mio signor .

( Ernesto ne fa testimonianza co^ suoi cenni . Tutti gli altri fuorché il Coro e il Pod. /Viva il Principe adorato l Che sol regna coli' amor! // P. ì( Son confuso , strabiliato ,

/ Di me stesso sento orror . ) Goro JE' confuso , strabiliato , ( additando

I il Pod.

\ £ già cambia di color .

56

Kilt. E il buon Pippo? non lo vedo*

Pip. Cara amica , sono qua,

( accorrendo verso la Nm.^ia^quale gli fa grande

accoglienza , dietro ad esso viene Ant*

Lue. Mia Ninetta ^ ecco il tuo Sposo :

[unendo la mano di Nin . con quella di Gian*

Fer. Gian, e Nin.

Oh momento avventuroso!

Lue. Ma perdona alla Lucia! ( Nìn. e GiUé

Fab. Brava, brava moglie mia! (abbracc*

^. ^j. (Ah mio ben , fra tanto giubilo i.ia. iVm.jg^^^^ .j j^^j^^^ ^

Tutti gli altri fuorché il Podestà* ^Una scena così tenera ) Fa di gioja lagrimar Il P. S{ Una scena così tenera

( Mi costringe a lagrimar . )

Gian. ISiin* Fer. e Pippo ^Ecco cessato il vento. Placato il mare infido ; Salvi siamo giunti al lido ; Alfio respira il cor. Il P. \( Sordo susurra il vento , Minaccia il mare infido: Tutti son giunti al lido. Io son fra V onde ancor . ) Tutti fuorché il Podestà [In gioja ed in contento Cangiato è il mio timor ^ Pod. V D' un tardo pentimento

Pavento^ oh Dìo^ Porror!)

Fine del Melodramma .